Italferr contribuisce al trasferimento dei reperti della necropoli di Himera

20.000 beni culturali rinvenuti durante i lavori di raddoppio ferroviario lungo il tracciato Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo

Dopo 10 anni dal loro ritrovamento, il 2 maggio scorso, gli oltre 20.000 reperti archeologici venuti alla luce nel ritrovamento della Necropoli di Himera, durante gli scavi per il raddoppio ferroviario Fiumetorto-Cefalù-Ogliastrillo, sulla linea Palermo-Messina, sono stati consegnati alla Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo. Il tracciato entrato in esercizio a dicembre 2017 ha visto la nostra Società impegnata nelle attività di VPE e Supervisione Lavori.

Lo scavo archeologico della Necropoli della colonia greca di Himera, tra i più importanti d’Europa, ha portato alla luce migliaia di tombe (circa 9.300) e relativi corredi funerari che hanno consentito di approfondire la conoscenza delle popolazioni dell’epoca, anche sotto il profilo antropologico. Alla campagna di scavi, avviata nel 2008 e conclusa a fine 2010, è seguita l’attività scientifica di catalogazione e restauro dei reperti, custoditi finora in 16 container all’interno del cantiere ferroviario, meta, in questi anni, di studiosi e archeologi da ogni parte del mondo.

Con la consegna alla Soprintendenza, la maggior parte dei reperti è stata trasferita a Palermo, all’ “Albergo delle Povere”. La rimanenza è stata distribuita fra i siti archeologici di Solunto e della stessa Himera.

Con riferimento agli scavi di Himera, Italferr ha eseguito la Verifica della Progettazione Esecutiva, sia della Variante “Archeologia Aggiuntiva” redatta nell’ambito del Progetto Esecutivo di prima fase, sia delle due varianti in corso d’opera conseguenti ai successivi ritrovamenti occorsi nell’ambito della realizzazione di alcuni canali e tombini idraulici.  

Italferr ha inoltre curato, in tutte le fasi dell’appalto fin dalla consegna dei lavori del 2008, le attività di Supervisione Lavori, anche con specifico riferimento all’archeologia, grazie al contributo della UO specialistica di sede, riuscendo a conciliare le esigenze scientifiche legate agli scavi archeologici, con le necessità di un cantiere di realizzazione di un’opera infrastrutturale di importanza strategica.

La Società ha inoltre verificato tutta la documentazione scientifica redatta dal Contraente Generale e poi sottoposta all’approvazione della Soprintendenza BB.CC.AA (Servizio per i Beni Archeologici).

Infine, nell’ultima fase relativa al complesso trasferimento dei reperti dai 16 container dislocati nel cantiere base del CG ai siti di destinazione finale individuati dalla Soprintendenza BB.CC.AA, il gruppo di progetto Italferr ha contribuito all’individuazione e al raggiungimento di un accordo commerciale tra RFI e Mercitalia Transport & Service,  per consentire l’effettivo trasporto tenendo conto di tutte le peculiarità dell’attività, legate anche al coordinamento con il Contraente Generale e ai rapporti con la Soprintendenza stessa.

 

 
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